IL SUONO DELLA TRADIZIONE
Musica tradizionale irlandese spiegata: strumenti e tipi di melodie
Una guida in inglese semplice per capire il fiddle, le uilleann pipes e il bodhrán, la differenza tra una jig, una reel e una hornpipe, e come funziona davvero una sessione in un pub.
Vedi le date su GetYourGuide ↗Il violino — la voce principale della maggior parte delle sessioni
Il fiddle è un violino standard suonato in uno stile irlandese inconfondibile, ricco di ornamenti rapidi — rolls, cuts e triplette — che conferiscono alla musica tradizionale quel suo slancio ritmico, ben diverso dall'arco lungo e fluido della musica classica. Spesso è lo strumento che porta la melodia in una session, con gli altri musicisti che si inseriscono attorno ad esso. Gli stili regionali variano sensibilmente in tutta l'Irlanda, dal rigido e staccato stile del Donegal all'esecuzione più rilassata e ornata associata allo Sliabh Luachra, nel sud-ovest: due fiddler possono così suonare lo stesso brano in modi molto diversi.
Uilleann pipes — la cornamusa irlandese
A differenza delle cornamuse scozzesi delle Highlands, che si suonano in piedi soffiando nel bocchino, le uilleann pipes si alimentano con un mantice — il nome deriva dalla parola irlandese per gomito, uillinn, perché un mantice legato sotto il braccio riempie la sacca al posto del fiato del suonatore. Questo conferisce loro un timbro più morbido e dolce, e permette al piper di articolare le note con nettezza, chiuderle del tutto, e persino suonare accordi sui regulators. Sono ampiamente considerate uno degli strumenti acustici più difficili da padroneggiare, ed è proprio per questo che un buon suonatore di uilleann pipes è spesso la star di una sessione dal vivo.
Il bodhrán — il battito del cuore sotto le melodie
Il bodhrán è un tamburo a cornice che si suona tenendolo in mano, tradizionalmente realizzato con una membrana di pelle di capra tesa su un bordo di legno, e si suona con una bacchetta corta a doppia testa chiamata tipper o cipín, non con le mani nude. Le sue radici affondano nell'antica tradizione popolare irlandese — i tamburi a cornice venivano usati dai wrenboys e dai mummers il giorno di Santo Stefano — ma il suo ruolo di strumento da sessione, che guida il ritmo sotto violino e cornamuse, si è affermato davvero durante la rinascita della musica tradizionale irlandese a metà del XX secolo. Un suonatore esperto usa la mano libera sulla pelle per modulare tono e timbro mentre suona.
Fischietto di latta, fisarmonica e banjo — i musicisti abituali della session
Il tin whistle è un semplice flauto di metallo o plastica con sei fori, economico e accessibile, ed è proprio per questo che spesso è il primo strumento che i bambini irlandesi imparano e che compare in quasi ogni sessione. La fisarmonica a bottoni, solitamente accordata sul sistema B/C, aggiunge volume e spinta, diventando un pilastro delle ceili band pensate per il ballo. Il banjo tenore è un'aggiunta più recente — adottato nella tradizione irlandese soprattutto nel XX secolo — apprezzato per il suo attacco netto e percussivo che taglia il rumore di un pub affollato sui brani veloci.
Gighe, reel e hornpipe — come distinguere i tipi di melodia
Le reel sono in tempo 4/4 e rappresentano il tipo di melodia più comune in una sessione, con un ritmo incalzante e costante, pensato per una danza veloce e ininterrotta. Le jig sono in tempo 6/8, con una caratteristica cadenza ondeggiante e galoppante — una sottocategoria chiamata slip jig, in tempo 9/8, viene ballata quasi esclusivamente da donne ed è apprezzata per il suo movimento fluido e aggraziato. Le hornpipe condividono la struttura in 4/4 delle reel ma vengono suonate con un ritmo sincopato e puntato, spesso leggermente più lento, conferendo loro un carattere baldanzoso e misurato, piuttosto che la spinta travolgente di una reel.
La seisiún — come funziona davvero una sessione in un pub
Una sessione è un incontro informale di musicisti, tradizionalmente in un pub, dove le melodie sono guidate da chi le inizia e vengono apprese a orecchio piuttosto che dallo spartito — la maggior parte dei musicisti tradizionali impara così, ascoltando e ripetendo, non leggendo la notazione. I suonatori di solito eseguono le melodie in sequenza, in un 'set' di due o tre, prima di passare ad altro, e una buona sessione segue un'etichetta non scritta su chi guida, quando unirsi e quando limitarsi ad ascoltare. È proprio questa struttura informale e guidata dai musicisti — non una scaletta provata — che una serata di musica tradizionale ben organizzata sul palco cerca di ricreare.